Testo, foto e video: Damiano Fedeli
For a few days, the civil protection car that daily invites everyone to stay at home with its loudspeakers has not passed on the streets of Fiesole, on the hills above Florence. The concept is now clear and here in Tuscany, as in the rest of Italy, everyone is living with a mixture of anxiety and hope for the so-called "phase 2".
Il tutto per far sì che la curva dei contagi non risalga e stando pronti a chiudere di nuovo “in modo tempestivo laddove la curva dovesse diventare critica. Abbiamo predisposto un meccanismo per consentirci di intervenire”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una conferenza stampa. Ancora per qualche settimana, per spostarsi serve un’autocertificazione, un documento da presentare alla forze dell’ordine in caso di controlli per dimostrare che lo spostamento - possibile dal 4 maggio solo entro la stessa regione, fino ad allora solo nello stesso comune - sia giustificato da uno dei seguenti motivi: lavoro, salute e, appunto, con la fase 2, visita ai parenti. Le mascherine, sulla cui efficacia all’inizio del contagio si è a lungo dibattuto in Italia, saranno per lo più obbligatorie. Alcune regioni, come Lombardia e Toscana ne hanno già obbligato l’utilizzo ogni volta che si esce. La Toscana ne ha acquistate per tutti i suoi cittadini, distribuendole di casa in casa grazie alle associazioni di volontariato. Altre ne farà avere gratuitamente nelle farmacie, presentando la tessera sanitaria.
Ora, piano piano si torna indietro. Non alla situazione precedente, naturalmente: per esempio una grande incognita rimane quella dell’apertura delle frontiere e del ritorno dei turisti dall’estero. Una voce, quella del turismo, che contribuisce al 13% del pil nazionale. L'anno scorso sono venuti in Italia 94 milioni di stranieri, fra città d’arte e località balneari. L’estate ormai alle porte è considerata persa. Al massimo ci sarà un po’ di turismo interno. Di certo salteranno concerti, festival, manifestazioni all’aperto. Di certo i 56 giorni di lockdown cambieranno per sempre l’Italia. “Siamo stati la generazione più fortunata della storia dell’umanità”, ha scritto sul Corriere della Sera lo scrittore Antonio Scurati riferendosi alla generazione di cinquantenni che non hanno conosciuto fame o guerra. Adesso “siamo in coda per il pane”.
I centri storici delle città sono rimasti deserti, con i loro monumenti iconici. Anche le chiese sono restate vuote, anche nei giorni delle feste pasquali. Hanno fatto il giro del mondo le immagini del Papa in una piazza San Pietro deserta a Roma. Adesso i vescovi protestano perché nella fase 2 non sono stati fissati tempi certi per messe e funzioni religiose. I funerali saranno possibili solo da maggio: i familiari dei tanti che se ne sono andati non hanno avuto nemmeno il conforto di un ultimo saluto ai propri cari. È cambiata anche la vita dei sacerdoti. Don Roberto Pagliazzi, che a Fiesole è parroco, pur digiuno di tecnologie, si è fatto aiutare e adesso ha aperto un canale youtube dove ogni giorno celebra messa.
Un asse in Europa
“Abbiamo allargato le maglie che usavamo per consegnare la merce. Chiediamo alle persone in difficoltà di contattarci sui nostri social in modo anonimo. Molte di queste famiglie non erano abituate a rivolgersi ai servizi sociali e possono essere in imbarazzo".
Lo slogan che l’Italia si è data, scrivendolo sotto un arcobaleno in decine di striscioni appesi sui balconi di tutto il Paese è “Andrà tutto bene”. Una bambina sarda è stata forse più realista. Accanto al suo arcobaleno ha scritto: “Non credo che andrà tutto bene, l’ho scritto solo perché lo volevano le mie maestre e i miei genitori”.
